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Il moto club Friuli nasce
nel gennaio 2005 da un gruppo di amici,che con la passione della moto nel
sangue, ama trascorrere il tempo libero, andando a visitare e scoprire
luoghi, culture e ambienti diversi dal solito quotidiano.
L’uso corretto e intelligente della moto, in questi anni ha consentito
al sempre più folto gruppo, di apprezzare, con il desiderio di stare
insieme, realtà, territori,e situazioni che solitamente vengono
trascurati. In modo consapevole, in un ambiente condiviso, il gruppo ha
realizzato per i suoi soci, vari e interessanti itinerari e progetti,
distinguendosi e facendosi apprezzare, per la sua correttezza e per la sua
filosofia di vita.
Oggi siamo in molti, e tanti si uniscono a noi, perché il nostro
obbiettivo rimane la passione per la moto e il piacere di divertirsi e
accrescere il nostro essere, condividendo i valori semplici della vita,
quali l’amicizia e la solidarietà, che lo strumento della moto con due
ruote e un motore, raffigura.
La nostra storia
Nelle molte iniziative per
i suoi soci, il m.c.Friuli ha individuato quasi ogni domenica, attrattive
culturali e associative sempre di spessore. Ogni anno, in occasione del
proprio motoraduno, propone agli altri motociclisti, un momento di
condivisione delle proprie idee; si sono sviluppati così alcuni eventi
che di anno in anno, sono cresciuti e hanno ricevuto forti apprezzamenti.
In questi momenti, il m.c.Friuli si è messo in gioco per far conoscere la
sua filosofia.
2006- I° motogiro del
Friuli a Pasian di Prato. A 30 anni dal terremoto
Rivedere insieme dopo 30
anni, i luoghi di quella tragedia, visitando in particolare Gemona,
Artegna, Osoppo e le strade del Friuli completamente ricostruito.
2007- 2° motogiro del
Friuli a Clauliano. Da Cesare Augusto alla Grande Guerra
Da Aquileia, città romana
del primo secolo d.c. ai luoghi della prima guerra mondiale (dal monte San
Michele, al monte Sei busi).
2008 - 3° motogiro del
Friuli a Grions al Torre (moto incontro Nazionale)
Tra i castelli del Friuli
Un entusiasmante giro
turistico tra le colline moreniche, arrivare a Fagagna e visitare “Casa
Cocei” suscitando forti emozioni.
2009 - 4° motogiro del
Friuli a Clauliano. Tra Vini e Confini
Un su e giù
affascinante,tra le colline del Collio, tra Italia e Slovenia usando
I confini aperti e concludendo il giro, ad Aiello, il paese delle
meridiane.
In questi anni il moto
club Friuli, operando in sinergia anche con altre associazioni, ha
organizzato queste manifestazioni in modo semplice e razionale-
Dall’anno scorso è iniziato un percorso organizzativo innovativo,
capace di migliorare il comfort ma soprattutto la sicurezza, dei
partecipanti.
Un metodo operativo, che non trascurando la tradizionet dei motoraduni,
intende trasmettere ai motociclisti, la consapevolezza del pericolo e
l’uso della moto razionale e intelligente.
Questo ha permesso agli organizzatori una distribuzione agli utenti di un
servizio migliore e importanti soddisfazioni. La sicurezza per i
partecipanti è sempre stata di fondamentale importanza e la particolare
attenzione ad essa dedicata ha sollecitato gli organizzatori a migliorarne
di anno in anno tutti gli aspetti, anche quelli più marginali.
La Nuova sfida
Un gruppo di amici, fuori
da un bar, in una serata conviviale: “ho sognato questo”, “ho
sognato quell’altro”. “che bello quel posto,sogno di tornarci”,
“che bella quella poesia, sogno sempre dove è stata scritta”, “ma
perché non realizziamo un progetto ?”, dice uno di loro.
E così è nato in una calda e afosa sera d’estate il 5° motogiro del
Friuli. In tanti poi ci hanno aggiunto un tratto di penna e quel sogno e
quel progetto è diventato realtà
L’aiuto di tanti, ma in particolare le nostre moto con la loro filosofia
di vita, di avventura, ci hanno consentito di osare e proporre a tutti
sogno ed emozioni.
“La Dama Bianca e il Vino della Pace”, sono il frutto delle
nostre aspirazioni: rappresentano l’avventura al momento più bella, il
nostro modo di proporci,
la nostra mente ma soprattutto il nostro cuore.
Un amico, ci crede!
Un avventura che comincia
nella serata di Venerdì 30 aprile 2010: Jejo (Sergio Freschi) e la
presentazione del suo ultimo libro. Un racconto del suo viaggio in Medio
Oriente e in Asia; Siria, Iran, Azerbaigian, Giorgia, Turchia, tradizioni
e culture sono adatte a creare l’atmosfera per l’avventura
dell’indomani. Si parte da Clauiano sabato, e dopo aver affrontato i
Colli Orientali, transitando per Corno di Rosazzo ove fervono i
preparativi per la “Fiera dei Vini”, superato “Il Collio” si
arriva a Cormons Cantina Produttori Vini.
Ci attende una visita al “Vigneto del Mondo”,barbatelle provenienti da
tutti gli angoli della terra e, dopo aver visitato “L’arte in
Cantina”, ci attende un brindisi con il prodotto di quella vigna: “Il
vino della Pace”, un Vino che è consegnato ogni anno a tutti i Capi di
Stato del mondo..
Il pranzo è servito, ma sul Carso e, dopo aver superato l’Isonzo, ci
inerpichiamo tra le Doline,tra trincee, ricordi storici e poetici.
Passando per San Martino del Carso, ricorderemo Ungaretti, ma saremmo
subito presi da “Gradina”,una piacevole località sopra Doberdò del
Lago. “Il pranzo del Bersagliere” è un piatto tipico della zona:
“La Jota con salsiccia di muset”, è un piatto robusto, ma
particolare, che nella vita, una volta, bisogna provare.
Visitando il Museo, camminando tra le trincee, ma, soprattutto, rivivendo
con i ragazzi di Fogliano Redipuglia i fatti e gli eventi della Prima
Guerra Mondiale; si riparte poi per la baia di Sistiana. Nel tragitto che
ci porta su e giù per il Carso, potremmo vedere il Timavo, quello che
fino a qualche tempo fa si credeva il fiume più corto del Mondo. Dal
tratto che sbuca in superficie, che si credeva essere la sorgente, al mare
sono solo 800 metri. In realtà quasi tutto il suo percorso (50 km),è
sotto terra. Alla fine come un gioiello ci appare “Il Castello di
Duino”, tra storia e leggenda è lì, sospeso sulla Costa. Poesia (Richter),
Arte (La scala del Palladio),Storia (qui è nato nel 1700 uno dei primi
servizi di posta celere), e la leggenda della “Dama bianca”(citata da
Dante nella Divina Commedia), sono ingredienti per un pomeriggio da
trascorrere in assoluto relax.
La “Bisiaccheria”, è sita tra il Timavo e l’Isonzo, va attraversata
per tornare a Clauiano, dove ci attende una serata in allegria, tra
Cantine Aperte, balli, giochi e premiazioni.
Un rinfrescante e rigenerante riposo ci porta a una mattina, da vivere con
tranquillità. Passando per le zone rurali del Friuli, arriviamo in
Laguna, Dopo essere transitati per Fossalon, il paese degli asparagi, ci
attende uno spuntino: “Le sardelle con la polenta”, sono da gustare
negli spazi della “Riserva Naturale della Val Cavanata”, un’oasi
faunistica particolare della Laguna di Grado, amministrata dalla
“Riserva del Parco Marino di Trieste”. Lo spettacolo degli uccelli
acquatici sono un anteprima del trasferimento turistico ad Aquileia. I
canali, i canneti saranno la cornice di un tragitto dove vedremo alcuni
sistemi di pesca tradizionali in Laguna.
L’isola di” Barbana”con la sua Chiesa dedicata a un voto dei
Pescatori che ci offriranno lo spuntino, sarà il nostro saluto al mare e
in un baleno ci ritroveremmo avvolti nell’atmosfera della quarta città
dell’Impero Romano, Aquileia. I mosaici, il porto, la Basilica sono
alcune delle particolarità di questa città. Lasceremo questa città dopo
aver visitato anche il luogo in cui una madre piangente scelse la salma
del “Milite Ignoto”, oggi sepolto all’Altare della Patria a Roma. Si
torna a Clauiano, perché lì un sostanzioso pranzo ci attende: un pranzo
di gioia, amicizia, convivialità, ma soprattutto un pranzo di arrivederci
al prossimo anno.
Il territorio
I due percorsi formano due
anelli sovrapposti quasi si volesse far sposare le tre culture che
s’incontreranno. Quattro lingue dialettali sono le peculiarità dei
luoghi che toccheremo: il Friulano, il Veneto Giuliano,lo Sloveno e il
Bisiacco. Peculiarità diverse e distinte, ma unite sotto un unico
simbolo: Il Friuli Venezia Giulia.
Modi di essere la propria identità nel fare, nel proporre,nel ricordare
la propria storia. I prodotti della terra e il vino in particolare, tema
importante della manifestazione, quali quelli del Collio (Tocaj-Friulano
su tutti),dei colli Orientali (Il Picolit),al Carso (il Terrano),ai vini
di Aquileia (già apprezzati dai Romani); tutti uniti in questa occasione
sotto il simbolo del Vino della Pace. E non meno l’influenza della
Storia con quella Imperiale Romana,con quella Asburgica, con quella Slava,
con quella Italiana anche qui unita sotto il Castello di Duino simbolo di
un Europa condivisa già da molto tempo prima nascesse ufficialmente.
Un ringraziamento
Il moto club Friuli da
solo non avrebbe potuto esibire il meglio di queste zone se non avesse
avuto l’aiuto e il supporto delle varie comunità. Per questo si sente
in obbligo di ringraziare le Municipalità di Aquileia, Duino Aurisina,
Doberdò del Lago, Corno di Rosazzo, Cormons, Fogliano di Redipuglia,
Grado e soprattutto Trivignano Udinese con quel borgo salotto che è
Clauiano. Tutte realtà sotto tre distinte provincie: Udine, Trieste e
Gorizia, di una Regione come il Friuli Venezia Giulia.
I motociclisti
I pescatori di Grado, i
viticoltori del Collio, i seggiolai del Triangolo della sedia, gli
allevatori del Carso, gli agricoltori del Friuli, i costruttori di grandi
navi di Monfalcone, i lavoratori dei marmi di Aurisina, e i tanti maestri
artigiani che durante il percorso incontreremo, diventeranno in quelle ore
partner di quei motociclisti che amano l'avventura e la scoperta di sempre
nuovi mondi.
Qual
cosa in più
Dopo e prima di tanti
chilometri, un motociclista ha voglia di riposare, di rilassarsi: e il
moto club Friuli ha pensato in questi momenti di far vivere a questo amico
emozioni e avventure stando comodo ad ascoltare: grazie quindi “Jejo”
(Sergio Freschi) di presentare il tuo libro “Giorni nomadi”, sunto di
una avventura tra Medio Oriente e fin su in Mongolia, con ritorno in
Friuli, con la tua due ruote che ha fatto otto volte il giro del mondo.
E un grazie anche alla comunità di Clauiano che trasformerà il suo
magico borgo in salotto, in un punto di ritrovo per centauri appassionati
e assetati di nuove esperienze.
L’Arte e la poesia
Ammirare e ascoltare
piacevoli note per poi riflettere; non solo il Castello di Duino o
l’Arte in cantina, o i monumenti di Aquileia o Dante, Richter, Ungaretti,
D’Annunzio, Biagio Marin, tanti altri cantori e attori protagonisti di
questi territori si affiancheranno nella mente di ogni partecipante a
visite guidate, ove lo spirito e l’animo saranno rapiti
In 48 ore può succedere di tutto e noi,Moto Club Friuli,vogliamo che
accada! Per tutti si scriva un nuovo racconto, una nuova poesia, un
particolare best seller.
La tecnica
Il moto club Friuli
dall’anno scorso si è dato una nuova organizzazione innovativa, ma
rispettosa dei canoni tradizionali del moto raduno: Il suo fine è quello
di distribuire in modo equo e capillare a tutti i partecipanti pari
soddisfazioni. Fermo restando l’obbiettivo della massima sicurezza per
gli utenti delle sue Manifestazioni, gli associati di questo sodalizio si
applicheranno con la loro cordialità ed esperienza per far si che il loro
aiuto diventi, anche qui, un ricordo e una soddisfazione particolare e
peculiare.
Da chi impegnato nei parcheggi, a chi opererà nei vari servizi, alle
itineranti staffette guida, tutti con il loro lavoro avranno una parte da
protagonista. Per dare la massima soddisfazione ai partecipanti al moto
raduno, come organizzazione, chiediamo di accettare le loro direttive
operative e aiutarli così nel loro compito. Ne guadagnerà innanzitutto
la sicurezza, ma soprattutto la maggior soddisfazione per i partecipanti.
Gratitudine
Grazie alle numerose
aziende di spessore, che sono peculiarità di questi territori. Il sogno
che abbiamo fatto, è divenuto realtà anche grazie al loro supporto
economico.
Vi ricorderemo in ogni occasione dove avremo modo di parlare della nostra
manifestazione; un impegno a ricordare a tutti le vostre peculiarità e
anche la vostra generosità.
Un impegno
Visto il buon esito che
presumiamo avrà questo motoraduno, a tutti gli amici e appassionati della
moto e del moto turismo in particolare, promettiamo solennemente che noi
del Moto club Friuli non smetteremo di sognare, non smetteremo di
progettare, non smetteremo di realizzare nuove avventure, nuovi
appuntamenti con la passione d’andare in moto, con la gioia di stare
insieme, con la solidarietà e la comunione tra idee e spiriti anche
diversi, tra gli innamorati del moto turismo.
Il motoclub Friuli
Clauiano 6 marzo 2010
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